Il loft

6 novembre 2007

Mille metri quadri. Un grande spazio rettangolare, senza stanze né pareti divisorie. Travi a vista. Ingresso sul retro da un portoncino. Posizione centralissima sul Palatino, accanto alla Chiesa di S. Anastasia, con vista sul Circo Massimo.
E’ il nuovo quartier generale del Partito Democratico, scelto da Walter Veltroni in persona. E’ il loft che subentra al Palazzo. Quel Palazzo che ha segnato la storia dei partiti italiani. Che sia quello di Via Botteghe Oscure o Piazza del Gesù non importa. Il Palazzo è simbolo della casta. Là in quelle stanze per anni si sono decise le sorti del Paese, più che in Parlamento. Là si facevano riunioni, là si incontravano le persone che contavano. In tempi di antipolitica, meglio evitarlo.
Così nella nuova sede del PD è tutto aperto, tutto alla luce del sole. Eliminata ogni barriera, la politica torna ad essere trasparente.
Una location nuova, quindi. All’americana, con design e tecnologia all’avanguardia. Poco male che l’affitto costi ventimila euro al mese. L’immagine prima di tutto. E Veltroni sa quanto sia importante la comunicazione visiva, finora dominio incontrastato del Cavaliere.

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3 Risposte to “Il loft”

  1. diama Says:

    grazie del commento,l’ho molto apprezzato.
    non concordo assolutamente sull’accordo del 23 luglio:il compromesso talvolta è giusto,non quando devi decidere sulla vita dei cittadini.
    con quell’accordo i precari potranno rimanere precari a vita se una organizzazione sindacale sarà disposta a firmare la proposta dell’imprenditore,questo è gravissimo,non grave.
    e poi una cosa è fare un compromesso tra rifondazione e il pd,un altro è trovare un compromesso sul lavoro tra dini e giordano,due persone che hanno idee OPPOSTE sul lavoro.
    Non diverse,proprio opposte:il compromesso ha come unico risultato non accontentare nessuno dei due.
    teniamoci in contatto!diama

  2. Ste Says:

    A riguardo delle sedi dei partiti ho letto un bell’articolo su uno degli ultimi “espresso”. Comunque prima spendeva molto di più la margherita per la sua sede a Roma!


  3. Me lo sono perso… vado a ripescarlo…
    La Margherita, però, non aveva tutti i debiti dei DS. In ogni caso non contesto la cifra spesa (è una bellissima sede), ma la modalità: l’affitto equivale a buttare via i soldi, invece di investirli acquistando un immobile, come aveva fatto il lungimirante Togliatti con quello delle Botteghe Oscure.


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