Archive for marzo, 2008

Il PD e l’industriale

9 marzo 2008
La candidatura di Massimo Calearo come capolista del Partito Democratico nella circoscrizione Veneto 1 ha scatenato le proteste di molti elettori, specialmente a Vicenza. Evidentemente questa candidatura romana, non è stata compresa nella città in cui Calearo è stato Presidente dell’Associazione degli Industriali che hanno invitato Berlusconi a parlare nella scorsa campagna elettorale. Calearo è, inoltre, in netto contrasto con il centro-sinistra e il PD cittadino su molte questioni locali, come ad esempio il Dal Molin. Leggendo, inoltre, le sue dichiarazioni si capisce che l’ex presidente di Federmeccanica è certamente più vicino a posizioni di centro-destra. Per la cronaca, alle ultime elezioni ha votato UDC (è già qualcosa…)
Ciononostante ha accettato la proposta di Veltroni. Difficilmente l’ha fatto solo per la poltona, che avrebbe, invece, avuto assicurata (almeno stando ai sondaggi) candidandosi con Berlusconi. Calearo ha fatto una scelta di campo, perché “il PD rappresenta in questo momento il cambiamento”.
Questo deve far riflettere. È importante che anche quella fetta di elettorato costituita da imprenditori e artigiani inizi a non credere più a Berlusconi. In fondo, la destra in cinque anni di governo non ha fatto quasi niente per queste categorie, mentre la semplificazione della pubblica amministrazione, le liberalizzazioni e il taglio del cuneo fiscale sono tutte misure prese dal centrosinistra.
Ben venga quindi anche Calearo, se riesce a convicere i suoi colleghi a votare il PD, questa volta libero da accordi con la sinistra radicale. Il problema che sorgerebbe dalla presenza in lista anche di figure del mondo operaio non sussiste. In fondo, il PD resta comunque un partito di sinistra riformista anche con Calearo candidato.
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Il dovere di partecipare

9 marzo 2008
Gli elettori e specialmente i giovani, le donne e gli anziani che sono i segmenti più esclusi dai circuiti della sicurezza e del benessere, sono in grado di scegliere. Senza la loro attiva partecipazione non c’è progetto che sia attuabile. Restare sulla riva a guardare ciò che avverrà come se in gioco non ci fosse il loro stesso destino, significa soltanto rinunciare a render possibile un progetto di futuro. Questo è il senso vero dello scontro in atto tra due proposte e questa è la posta in gioco: il nostro, il vostro destino di cittadini e di nazione.
Eugenio Scalfari