Grand Paris

13 luglio 2009

«Il progetto di Sarkozy è scandaloso, è solo un’operazione immobiliare». Così meno due settimane fa Yona Friedman, parlando alla conferenza d’apertura dei workshop estivi dell’IUAV, aveva bollato il progetto di Grand Paris del Presidente francese Sarkozy. Venerdì scorso, nello stesso auditorium, c’era invece Winy Maas, invitato a parlare – tra le altre cose – del progetto di MVRDV su Grand Paris.

«La mancanza di spazio – ha esordito Maas – è uno dei grandi problemi con cui deve confrontarsi l’uomo del terzo millennio: se tutti i paesi avessero la stessa impronta ecologica degli Stati Uniti avremmo bisogno di più di quattro pianeti come il nostro». Dall’inizio della conferenza di Winy Maas appare subito chiaro che non parlerà di architettura. Il tema dell’incontro infatti sono le megacittà del futuro e il ruolo dell’urbanistica nel disegno della società dei prossimi decenni. «L’urbanistica – spiega Maas – è parlare di priorità nell’utilizzo dello spazio, fissando criteri per il suo utilizzo il più possibile condivisi e lontani da ogni individualismo». La sua analisi sulla quantità di territorio che va sprecato è impietosa. Per questo, secondo Maas, dobbiamo ripensare il nostro tradizionale modo di sfruttare (e di sprecare) il territorio, a partire proprio dalle città.
Il concorso di Sarkozy ha acceso – come è giusto – un dibattito. Yona Friedman l’ha duramente contestato, perché non tiene conto della dimensione europea. L’Europa si sta trasformando in un’unica grande città, mentre Sarkozy ha in mente la Grande Parigi come unica grande metropoli del continente.

«Con i progetti di Grand Paris – sostiene invece Maas – non ci confrontiamo solo su un’idea di città, ma di un’idea di società per il futuro». Per l’architetto e urbanista olandese, la discussione intorno al progetto di Sarkozy è un fatto positivo, uno dei pochi casi in cui la politica ha cercato di porsi questo problema. Ma la Francia non è nuova a questi progetti. «Il Plan voisin di Le Corbusier, la Ville spatiale di Yona Friedman, Paris sous la Seine di Paul Maymont sono tutti progetti visionari che sono stati poi fermati dallo scetticismo che paralizza la Francia». L’unica vera riorganizzazione urbanistica che è stata attuata a Parigi è quella del barone Haussmann sotto Napoleone III. Dal secondo impero alla quinta repubblica tutti i grandi progetti sono falliti. Dopo Mitterand, ci riprova oggi Sarkozy con il concorso cui hanno partecipato MVRDV ed altri nove grandi studi internazionali. In realtà, molte delle proposte fatte in questa occasione non sono del tutto nuove. Anche il piano di MVRDV riprende in parte i progetti di Le Corbusier o dello stesso Friedman. Il pregio di questo concorso è quello, però, di rendere l’analisi urbanistica più scientifica e – ovviamente – più vicina alle problematiche del terzo millennio.

E se la crisi economica non sembra il momento più adatto per ripensare una metropoli come Parigi, Maas assicura: «La crisi ci può aiutare». Oggi più di ieri, infatti, diventa necessario guardare al futuro per rivedere i nostri modi di concepire la società. E questo deve avvenire anche attraverso l’urbanistica.

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