Archive for the 'ambiente' Category

L’anno del Palladio

31 maggio 2008

Non fa un bell’effetto la Basilica Palladiana tutta incappucciata proprio nell’anno in cui si festeggia il cinquecentesimo dalla nascita di Andrea Palladio. Un intervento certamente necessario per la salvaguardia del monumento protetto dall’Unesco. Sorprende, però, che i lavori siano iniziati proprio in questo 2008 così speciale. Se non potevano aspettare, fosse sarebbe stato il caso di anticiparli. Almeno per non oscurare uno dei monumenti simbolo della Vicenza palladiana, che i turisti che giungeranno in città quest’anno non potranno ammirare, causa le ingombranti impalcature.
In effetti, tutti gli eventi per questo anniversario sono un po’ sottotono, come se fossero stati improvvisati. Eppure, il Comitato Nazionale per le celebrazioni è stato istituito nel lontano 19 aprile 2005. C’era quindi tutto il tempo necessario per organizzarsi degnamente. C’era anche il precedente dell’Anniversario della nascita di Mantegna, nel 2006. Allora i grandi eventi non erano mancati, e infatti i numeri si erano visti. Le tre grandi mostre a Padova, Verona e Mantova avevano contato oltre 600 mila visitatori, senza contare gli eventi minori. Verrebbe da dire che Sgarbi (presidente del comitato Mantegna) è meglio della Sartori (presidente del comitato Palladio), ma, in ogni caso, per tirare le somme bisognerà aspettare gli inizi del 2009, quando chiuderà la grande mostra ospitata al CISA, che inizia la terza settimana di settembre. Lia Sartori sembra ottimista. E’ contenta perché questa sarà una mostra internazionale, che verrà ospitata anche alla Royal Academy di Londra e negli Stati Uniti.
Ma se Vicenza sarà “leader”, come diceva uno slogan della campagna elettorale, non lo sarà il territorio. Nell’organizzazione di quest’anno palladiano viene a mancare quella sinergia tra più realtà che era stato il punto di forza degli eventi legati all’anno del Mantegna. Non solo Vicenza, quindi, ma anche Padova e Venezia e soprattutto la campagna veneta delle ville. Vicenza, infatti, è certamente il centro dell’opera palladiana, ma non bisogna dimenticare che la grandezza di questo architetto si è vista soprattutto nelle numerose ville sparse in tutto il Veneto, nella sua capacità di mettere insieme proprio tramite la villa l’armonia delle forme rinascimentali, l’uso pratico a controllo della produzione agricola e la valorizzazione del territorio circostante.
Oggi, invece, non c’è raccordo tra la realtà di Palladio architetto in città (Vicenza in primis) e la rete delle ville disseminate sul territorio. Quel territorio oggi è devastato: in parte è andato perduto per sempre, ma per la maggior parte non è abbastanza valorizzato. Come diceva alcuni giorni fa a Villa Caldogno il critico Philippe Daverio, bisognerebbe partire da lì per fare un nuovo Rinascimento, in cui la bellezza e la salvaguardia del patrimonio artistico, del paesaggio e dell’ambiente non sia d’ostacolo alla produttività e l’innovazione tipica del nord-est. Ai tempi del Palladio era così. Cinquecento anni dopo sembra impossibile…Villa Barbaro, Maser (TV), foto di Stefan Bauer

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Per il paesaggio

27 ottobre 2007

Siamo persuasi che nel corso dell’ultimo decennio la distruzione del territorio e del paesaggio e l’attacco all’ambiente sono in Italia dilagati con effetti devastanti. Responsabilità di una legislazione troppo permissiva e delle carenze e debolezze delle strutture di controllo dello Stato; ma soprattutto degli orientamenti espressi dal ceto politico, anche da quello di centro-sinistra, il quale, – in misura crescente anche nelle zone del paese considerate un tempo santuari dell’arte e della cultura, come la Toscana, – ha imboccato, a quanto pare senza sentire ragioni, la strada dell’investimento immobiliare speculativo e delle Grandi opere a ogni costo.
La Rete Toscana dei Comitati per la difesa del territorio, forte dell’adesione ormai di ben centossessantadue Comitati, ritiene che non solo in Toscana ma anche altrove sia necessario estendere, rafforzare, sistematizzare una lotta che parta dal basso, resti solidamente ancorata alle radici e alle economie locali e pure s’estenda secondo il modello della rete e, progressivamente, Comune per Comune, Regione per Regione, fino ad abbracciare l’intero territorio nazionale.
Sommando l’una all’altra le emergenze territoriali, di cui esiste ormai un’ampia documentazione, – migliaia di casi, che riguardano le grandi città e le campagne, le coste e il territorio collinare, i beni culturali e quelli paesistici, il problema dei rifiuti e quello dell’energia, – viene fuori, infatti, il quadro di una vera e propria emergenza nazionale, forse in questo momento della vera emergenza nazionale.
Non si tratta, del resto, di un impegno solo difensivo. E’ nostra convinzione, infatti, che territorio, ambiente e paesaggio possano essere alla base di un diverso modello di sviluppo, produttore di una ricchezza durevole, e in grado di consegnare alle generazioni future una migliore qualità e una maggiore quantità di risorse.
Salvare il territorio italiano e il suo patrimonio storico, paesaggistico e culturale, difendere l’ambiente e il territorio, che è un bene comune, da speculazioni e interessi privati e dall’intreccio di affari, politica e istituzioni, che caratterizza pesantemente questa fase della vita pubblica italiana, è un compito gigantesco, che va affrontato subito, perché non sia troppo tardi…
Coloro che sottoscrivono questa dichiarazione fanno appello a quei cittadini, che ovunque si organizzano in Italia localmente nelle forme dei Comitati spontanei e volontari e delle Associazioni, perché uniscano le loro forze e le organizzino nelle Reti dei Comitati locali e regionali, che a loro volta si uniscano e si organizzino in una Rete delle Reti, capace d’essere interlocutore autorevole dei poteri locali e centrali in tutti i punti della carta geografica italiana.
Solo ripartendo dal basso, solo difendendo il territorio in tutti i suoi punti, solo unificando tutte le forze disponibili, sociali e intellettuali, si può pensare di affrontare e vincere questa battaglia di cittadinanza e di democrazia.

Primi firmatari:Alberto Asor Rosa, Mario Torelli, Alvise Serego Alighieri, Vezio De Lucia, Carlo Ripa di Meana, Paolo Baldeschi, Vieri Quilici, Alberto Pizzati, Bernardo Rossi Doria, Gaia Pallottino, Paolo Berdini, Benedetta Origo, Valentino Podestà, Nino Criscenti, Ornella De Zordo, Giorgio Pizziolo, Cosimo Marco Mazzoni, Francesco Vallerani, Gianfranco Di Pietro, Claudio Greppi, Cinzia Mammolotti , Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, Bruno Toscano, Gianluigi Colalucci, Bruno Zanardi, Daniela Bartoletti, Pino Guzzonato, Edoardo Salzano.

Inviare le sottoscrizioni a: toscanacomitati@libero.it