Insulti in casa PDL

27 settembre 2009

«Sei un provocatore, sei un antifascista»

Succede alla Festa della Libertà a Milano.


L’otto per mille alla Gabanelli

27 settembre 2009

Propongo che sul foglietto del pagamento Rai ci sia un griglia di trasmissioni tra cui uno può scegliere, con una bella ics, quella a cui deve andare il suo canone – o almeno una sua buona parte. [...] Così siamo tutti contenti: Feltri e la Santanché che non pagano più la tassa Santoro e io che non mi sveglio più la notte con i sudori freddi per aver pagato lo stipendio e l’auto blu di Minzolini.

Questo blog aderisce alla proposta di Alessandro Gilioli.


La seconda declinazione nel terzo millennio

23 settembre 2009

scortum, i, n., meterice, sgualdrina, Pl., Cic. e a.: scortorum cohors praetoria, una schiera di meretrici come coorte pretoria, Cic.

[via lo scorfano]


Convergenze pericolose

23 settembre 2009

Il velo non è un simbolo religioso, è un simbolo di oppressione.

Intervista a Daniela Santanchè a 28 minuti, Radio2. La frase è della conduttrice Barbara Palombelli.


Volontariato

23 settembre 2009

Quarantamila euro lordi l’anno? Praticamente volontariato.

Gianni De Michelis a proposito del suo nuovo incarico di consulente del ministro Brunetta.


Per fortuna che ci sono i ventenni.

22 settembre 2009

Il figlio batte il padre. E forse lo convince.


Riproduzione riservata

22 settembre 2009

Mentre all’estero la Rete viene vista come un mezzo per aumentare la diffusione della stampa, in Italia i principali quotidiani (Sole, Corriere, Repubblica) aggiungono la dicitura “© riproduzione riservata” alla fine di ogni articolo.

Sappiamo tutti che non è un bel momento per la stampa, con i Presidente del Consiglio che porta in tribunale delle domande e invita gli imprenditori a non dare pubblicità ai media disfattisti. Ma mettere il bavaglio alla Rete non fa che peggiorare alla situazione.

Per fortuna c’è ancora la rassegna stampa della Camera.


Un senso a questa parola

18 settembre 2009

La sinistra è meglio farla con i programmi, anziché con gli slogan.

Edmondo Berselli, Il problema Bersani, «L’espresso», 24.09.2009


Ignazio è avanti

16 settembre 2009

Leggendo Luciano Gallino stamane mi sono chiesto dove ne avevo già sentito parlare di questo reddito di cittadinanza: lavoro, merito ed equità sociale. No, non è fantacomunismo. Sta scritto anche qui.


Grand Paris

13 luglio 2009

«Il progetto di Sarkozy è scandaloso, è solo un’operazione immobiliare». Così meno due settimane fa Yona Friedman, parlando alla conferenza d’apertura dei workshop estivi dell’IUAV, aveva bollato il progetto di Grand Paris del Presidente francese Sarkozy. Venerdì scorso, nello stesso auditorium, c’era invece Winy Maas, invitato a parlare – tra le altre cose – del progetto di MVRDV su Grand Paris.

«La mancanza di spazio – ha esordito Maas – è uno dei grandi problemi con cui deve confrontarsi l’uomo del terzo millennio: se tutti i paesi avessero la stessa impronta ecologica degli Stati Uniti avremmo bisogno di più di quattro pianeti come il nostro». Dall’inizio della conferenza di Winy Maas appare subito chiaro che non parlerà di architettura. Il tema dell’incontro infatti sono le megacittà del futuro e il ruolo dell’urbanistica nel disegno della società dei prossimi decenni. «L’urbanistica – spiega Maas – è parlare di priorità nell’utilizzo dello spazio, fissando criteri per il suo utilizzo il più possibile condivisi e lontani da ogni individualismo». La sua analisi sulla quantità di territorio che va sprecato è impietosa. Per questo, secondo Maas, dobbiamo ripensare il nostro tradizionale modo di sfruttare (e di sprecare) il territorio, a partire proprio dalle città.
Il concorso di Sarkozy ha acceso – come è giusto – un dibattito. Yona Friedman l’ha duramente contestato, perché non tiene conto della dimensione europea. L’Europa si sta trasformando in un’unica grande città, mentre Sarkozy ha in mente la Grande Parigi come unica grande metropoli del continente.

«Con i progetti di Grand Paris – sostiene invece Maas – non ci confrontiamo solo su un’idea di città, ma di un’idea di società per il futuro». Per l’architetto e urbanista olandese, la discussione intorno al progetto di Sarkozy è un fatto positivo, uno dei pochi casi in cui la politica ha cercato di porsi questo problema. Ma la Francia non è nuova a questi progetti. «Il Plan voisin di Le Corbusier, la Ville spatiale di Yona Friedman, Paris sous la Seine di Paul Maymont sono tutti progetti visionari che sono stati poi fermati dallo scetticismo che paralizza la Francia». L’unica vera riorganizzazione urbanistica che è stata attuata a Parigi è quella del barone Haussmann sotto Napoleone III. Dal secondo impero alla quinta repubblica tutti i grandi progetti sono falliti. Dopo Mitterand, ci riprova oggi Sarkozy con il concorso cui hanno partecipato MVRDV ed altri nove grandi studi internazionali. In realtà, molte delle proposte fatte in questa occasione non sono del tutto nuove. Anche il piano di MVRDV riprende in parte i progetti di Le Corbusier o dello stesso Friedman. Il pregio di questo concorso è quello, però, di rendere l’analisi urbanistica più scientifica e – ovviamente – più vicina alle problematiche del terzo millennio.

E se la crisi economica non sembra il momento più adatto per ripensare una metropoli come Parigi, Maas assicura: «La crisi ci può aiutare». Oggi più di ieri, infatti, diventa necessario guardare al futuro per rivedere i nostri modi di concepire la società. E questo deve avvenire anche attraverso l’urbanistica.